L'estate è iniziata, fervono i preparativi per il grande esodo d'agosto, nel mentre le news meteo dettagliano un Italia divisa tra caldo e siccità al sud a fronte dei rovesci temporaleschi al nord ma non sarebbe estate se venissero meno quei stereotipi cantati dall'indimenticata Giuni Russo in Una estate al mare.
- però vogliamo ricordare un altro grande interprete della musica leggera come Bruno Martino. Alla solarità della Russo con il richiamo agli affollati lidi, Bruno delinea con E la chiamano estate un'atmosfera nostalgica simile ad un tramonto sul mare che troviamo affine alla vita dei nostri anziani nel periodo delle vacanze estive. Di fatto, la solitudine e l'abbandono temporaneo sono l'altra costante dell'estate per chi, andando in ferie, ha difficoltà a gestire i suoi cari.
Nel gustoso film del 2008, Pranzo di ferragosto, Gianni è un uomo di mezz'età che convive con la madre, vedova autoritaria, in un palazzo nobiliare del centro di Roma dove la monotona quotidianità è rotta dalle difficoltà di Gianni a quadrare i conti economici. Spinto dalla necessità decide di farsi pagare da amici e conoscenti in partenza per le ferie estive, offrendo ospitalità alle loro anziane e vedove mamme. Ne nascono divertenti quadretti impreziositi dalle splendide interpretazioni delle interpreti. Una storia delicata dove il tema della solitudine è affrontato con lievità mai banale. La qualità del regista ed interprete del ruolo di Gianni è nel proporre come la condivisione di spazi vitali, vissuta non in un contesto di assistenzialismo sanitario, allevia la solitudine negli anziani. A tal proposito l'antropologa Margareth Mead considerava il ritrovamento archeologico di un femore curato da una frattura l'inizio della società umana. La cura dell'infermo è un fattore distintivo di una società che vuole definirsi civile ma è altrettanto importante stimolare in una terza età autosufficiente forme attive di aggregazione costruite sul puro piacere d'incontrarsi come vediamo ancora nelle piazzette e parchi cittadini. Non è da sottovalutare, in vista della formazione di una sana società il valore elettivo del rapporto tra anziani e bambini oggi in crisi per via della natalità zero.
Ora, ogni crisi, come vuole l'etimologia della parola, nasconde risorse ed opportunità ma occorre, appunto, attivarsi per trovarle. Prendendo a prestito Pranzo di ferragosto perché non incrementare l'utilizzo di spazi permanenti di aggregazione come le sale condominiali le quali avrebbero un irrisorio costo diviso tra tutti i frequentatori dove lasciare anche i bambini dai loro nonni? Non si tratterebbe di "luoghi di parcheggio" ma di un tempo co-partecipato per anziani e bambini ch verrebbero così sottratti, oltretutto, dal trascorrere giornate in solitudine di fronte alla tv. E' vero, vi è un senso di dignità che induce la terza età a ritirarsi dalla vita sociale e non solo per motivi di salute, l'anzianità è una condizione non facile da sopportare ma ciò dipende anche da noi, dal poco valore che diamo al patrimonio umano biografico della terza età.
All'iniziativa privata con cui creare spazi di aggregazione si aggiunge l'offerta dei servizi sociali dedicati ad anziani e minori forniti da uffici e presidi municipali.
Le nostre stesse sedi svolgono un importante ruolo sociale quando alle competenze professionali si aggiunge l'etica del rapporto umano e per la FIAP ciò è un fondamento della sua realtà in un tempo presente e prossimo sempre più dettato dal radicale progresso tecnologico ai cui pregi si aggiunge una significativa perdita dell'incontro diretto tra le persone.
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