Chi Siamo

Presidente Nazionale
Prof. Nicola Oranger

Segretario Generale
Claudio Francesco Oranger

 



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Costituita con sede in Roma, si caratterizza come organizzazione libera, democratica, unitaria ed autonoma. Essa si dichiara indipendente dai partiti politici e associazioni di qualsiasi tipo; l'autonomia è affermata come capacità di definire un proprio giudizio SCEVRO da ogni PRECONCETTO o di OPPORTUNITÀ',quale presupposto per scelte libere e risultati democratici, per una valutazione delle forze governanti per il loro operato.

L'intuizione della necessità della presenza, in campo sindacale, di una organizzazione capace di rappresentare il nuovo, a fronte della scarsa attenzione, verso i pensionati dei sindacati tradizionali, spesso ingabbiati nelle strettoie di interessi non sempre indipendenti dai partiti di riferimento, ha consentito l'affermazione della F.I.A.P. in campo nazionale, forte della bontà delle sue finalità e della chiarezza dei metodi per perseguirle.

La F.I.A.P. inizia la sua attività sindacale nel 1993, con un numero esiguo di iscritti; alla celebrazione del 1 ° Congresso nazionale, ad appena un anno di distanza contava già 2000 iscritti, per raggiungere la quota di circa 100.000 iscritti alla celebrazione del 2° Congresso Nazionale, svoltosi a Fiuggi il 22/23/24 Aprile 1999.
E questa graduale e sicura crescita è la molla che conforta e stimola il Segretario Generale, prof. Nicola ORANGER, nella sua azione al servizio della Federazione, di cui è fondatore.

Nella sua relazione al secondo Congresso, il Segretario generale ha affermato che l'azione esercitata dalla F.I.A.P. si è dimostrata utile per quelle realtà abbisognevoli di impegni sindacali capaci di realizzare giustizie sociali, tanto utili non solo per i pensionati ed anziani, ma anche per altre categorie bisognose di assistenza e difesa, quali quelle dell'agricoltura, dei disoccupati e dei cassintegrati e in mobilità.

Passando ad analizzare i rapporti con la U.G.L. il Segretario ha ricordato che per la F.I.A.P. è irrinunciabile un mantenimento autonomo all'interno della stessa, poiché a nessuno può essere imposta una unificazione senza il riconoscimento di alcuna utilità da un punto di vista storico, morale, rappresentativo ed etico.
Non si può rinunciare ai metodi della F.I.A.P, che costituiscono il nostro vanto, anche in compresenza di altre organizzazioni sindacali all'interno della U.G.L. Esigiamo, ha dichiarato, la nostra piena partecipazione qualitativa e quantitativa, rapportata alla consistenza organizzativa della F.I.A.P; esigiamo, ancora, il rispetto delle istanze F.I.A.P,frutto dell'impegno e dell'esperienza dei promotori e degli operatori.

Non ha mancato, il Segretario Generale di accennare ai rapporti con l'Associazione Cristiana Artigiani Italiani- A.C.A.I.- con una valutazione del tutto positiva. Ha ribadito che le decisioni organizzative sono prerogative delle singole Federazioni e che le connessioni tra l'impegno F.I.A.P. e quello A.C.A.I. ,in tutte le nostre strutture, siano imprenscindibili da ogni altra egemonica volontà.

La F.l.A.P. e l'A.C.A.I., in completa solidarietà, realizzano strutture che permettono di garantire a tutti i lavoratori servizi socialmente utili, al di là di scelte ideologiche.
In tale contesto, si percepisce l'importanza e la lungimiranza di aver pensato ad un sindacato autonomo- la F.I.A.P.- che aggrega anziani e pensionati e porta avanti le rivendicazioni e le esigenze di tutte le categorie, anche di ritorno, più deboli della collettività.

Tale impegno trova la sua legittimazione nel programma della Federazione, che si caratterizza per la concretezza dei contenuti e l'immediatezza delle finalità perseguite e che rivendica:
 

PREVIDENZA

  • separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, come disposto dalla legge 88/89, mai compiutamente attuata, allo scopo di evitare che gravino sulle entrate destinate alla spesa pensionistica le spese per l'assistenza: le spese assistenziali non devono far carico al mondo del lavoro, ma devono essere addebitate alla fiscalità generale;
  • tutela del potere di acquisto delle pensioni, commisurando la perequazione automatica al tasso di inflazione programmato, e all'aumento medio annuale delle retribuzioni dei corrispondenti lavoratori in servizio attivo;
  • valorizzazione della contribuzione versata al fine di evitare l'appiattimento verso il basso delle pensioni.

     

ASSISTENZA
Ristrutturazione della spesa sociale al fine di:

  • garantire all'anziano un minimo vitale; promuovere attraverso incentivi economici l'assistenza familiare dell'anziano, allo scopo di evitare l'emarginazione e conseguire nel contempo una contrazione delle spese per l'assistenza pubblica;
  • far sì che l'intervento pubblico faccia fronte alle reali situazioni di bisogno dovute sia alle condizioni economiche, sia alle menomazioni fisiche o psichiche, sia alla carenza del supporto familiare.
  • Il decentramento alle Regioni e ai Comuni delle politiche sociali è condiviso dalla Fiap, a condizione che gli Enti locali rispettino i parametri minimi fissati a livello nazionale.


La FIAP ritiene che - pur non escludendo la gestione pubblica dell'assistenza, in particolare quando gli alti costi dei presidi non incentivano l'intervento privato - occorre prendere atto che il contenimento delle spese e una migliore qualità del servizio si possono conseguire solo attraverso il finanziamento della gestione privata dell'assistenza (famiglia, cooperative di assistenza, associazioni fra gli stessi anziani ecc.) ovviamente sotto il pubblico controllo.
 

SANITÀ
L'anziano che, a causa dell'età, è costretto a ricorrere con maggiore frequenza ai presidi sanitari, deve oggi prendere atto dell'inadeguatezza del sistema del Servizio Sanitario Nazionale a soddisfare i bisogni della collettività.

La FIAP ritiene pertanto necessario e urgente potenziare il SSN stesso attraverso l'adeguamento del fondo sanitario e del fondo per la spesa farmaceutica.
Nel contempo la FIAP ritiene che occorre conseguire economie di gestione sulla spesa corrente, intervenendo principalmente nei seguenti settori:

  • semplificazione dei procedimenti amministrativi per l'accesso alle prestazioni;
  • ridimensionamento delle strutture e dei nosocomi i cui costi di gestione risultano eccessivi rispetto al dato nazionale, salvaguardando però l'eventuale peculiarità del bacino di utenza;
  • riduzione del periodo di degenza ospedaliera, attraverso un'adeguata programmazione e una più razionale utilizzazione del personale e degli impianti diagnostici, al fine di conseguire economie di gestione delle strutture pubbliche;
  • riduzione della spesa per l'assistenza sanitaria in convenzione, mediante un maggiore controllo da parte delle Regioni sia sugli esami diagnostici eseguiti in convenzione, sia sui ricoveri in nosocomi convenzionati;
  • contenimento delle spese per il materiale sanitario attraverso la promozione degli acquisti collettivi da parte di più nosocomi.
     


 

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